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Cosa cura l'omeopatia?
Non la malattia grave o banale
qualunque essa sia, ma la persona bambino adulto anziano, donna o uomo
senza distinzione alcuna.
Ma l'omeopatia funziona?
Il criterio di valutazione
dell'efficacia della medicina omeopatica rispetto alla medicina
tradizionale non può essere il medesimo. Alla scuola elementare
insegnano che non si possono misurare mele e vino con la stessa unità di
misura. Le mele si misurano in chili, il vino in litri.
Il mondo scientifico non ha
ancora fatto propria questa conoscenza elementare e si ostina a voler
applicare anche all'omeopatia che stessi criteri di misura che usa per
la medicina ufficiale.
Senza entrare nei dettagli
tecnici vale la pena dare una rapida spiegazione dell'eterna polemica
che affligge l'omeopatia.
Lo studio sulla valutazione
dell'efficacia di un farmaco prevede diverse tappe ma ha come punto
fermo quello di somministrare, a pazienti affetti da una determinata
patologia, la stessa molecola, molecole simili o un placebo( identico
nella forma e nella confezione ma costituito da sostanze inerti).
Lo scopo dello studio
tradizionale è quello di arrivare ad un risultato statisticamente
significativo che affermi o neghi la validità del principio farmaceutico
in questione, in relazione alla patologia selezionata.
Questo avviene seguendo dei
protocolli di reclutamento molto severi di pazienti e medici in modo
da rendere il più obiettivo possibile il risultato e limitare al massimo
il cosiddetto fattore umano, cioè il rapporto fra medico e paziente,
nonché la possibilità del medico e del paziente di sapere se la terapia
è fatta con il farmaco da testare o con il placebo. (somministrazioni in
doppio cieco).
Se questo approccio è valso
per una medicina che considera l' uomo come una macchina (un'insieme di
parti) non può valere per un approccio terapeutico che si definisce
olistico (olos in greco significa tutto), ovvero che considera l'uomo
come un unicum senza soluzioni di continuo fra corpo mente e spirito.
Lo stesso rimedio omeopatico
non si somministra a tutti i signori Rossi e Bianchi che soffrono di
emicrania con aura. Si può somministrare al signor Rossi perchè ha
l'emicrania con aura e al signor Bianchi perchè ha la gastrite. Non
solo, può accadere che se il signor Bianchi e il signor Rossi hanno
l'emicrania con aura debbano ricorrere a due rimedi differenti. E allora
come ci si può attenere ai protocolli di riferimento, agli unici
strumenti che possano attestare o meno l'efficacia di un certo rimedio
per la cura di un certo sintomo? Non si può.
Vedi sotto...
I mali più gravi non si
possono curare...
L'idea che l'omeopatia sia una
forma terapeutica “blanda” che cura solo le malattie meno gravi è una
favola metropolitana, non solo perchè in letteratura sono riportati casi
di cura e guarigione di malattie molto gravi ma perchè oggi si possono
documentare guarigioni con strumenti diagnostici affidabili.
Ci sono ormai tanti casi
isolati fra loro di pazienti che non rientrano dentro i protocolli, che
hanno avuto benefici e guarigioni che non sono considerati successi
terapeutici perchè la loro terapia non si può ripetere per altri
pazienti nelle stesse condizioni. La tendenze è quella di ignorare
questi risultati bollandoli come miracoli o inspiegabili.
Va
bene sui bambini perchè tanto certe malattie passano da sole...
L'evidenza non è una opinione.
Purtroppo i bambini di oggi si
ammalano di frequente pur essendo ipervaccinati, ipernutriti e
iperviziati. Molte malattie non passano da sole. Si cronicizzano e
diventano malattie da soppressione. Vi è mai capitato di vedere un
bambino con la dermatite atopica che dopo un po' di cremine non ha più
nulla e diventa, appena più grandicello, un bambino asmatico. Sarà un
caso?
Secondo me guariscono solo
quelli che ci credono...
Abbiamo nei confronti della
salute un atteggiamento magico e vogliamo negare l'evidenza. Pensiamo
che il medico sia in realtà uno stregone che somministra erbe miracolose
e faccia riti propiziatori richiedendo l'aiuto di chissà quale forza
soprannaturale.
Peccato che da anni si
ottengano risultati strepitosi su lattanti e animali ! Come spieghiamo
l'effetto placebo o magico su un gatto o un cavallo, nonché su un
neonato disturbato dalle coliche gassose?
Possibile che milioni di
persone sparse per il mondo continuino ogni giorno ad essere soggette
all'effetto placebo?
Non
si sa ancora come funziona quindi per me è tutta una bufala...
Le conoscenze della fisica quantistica
hanno fornito gli strumenti per poter avere una nuova visione
dell’essere vivente.
L’impianto scientifico che concepiva
l’essere vivente come un insieme di molecole dentro un sistema chiuso
governato da forze elettriche di corto e medio raggio, ovvero di
reazioni biochimiche determinate da queste forze è stato turbato dalle
acquisizioni della fisica quantistica che ha fornito la possibilità di
nuovi strumenti diagnostici e dato una spiegazione plausibile del
funzionamento dell’organismo vivente.
La natura non solo molecolare ma
energetica degli atomi ha permesso di considerare l’uomo non più come un
insieme di cellule, organi e tessuti in fase statica, bensì come un
insieme di forze più o meno organizzate e con possibili e differenti
stati di equilibrio, in continuo mutamento.
L’idea di considerare come
protagonista non più l’evento biochimico ma l’interazione
elettromagnetica ha permesso di avere un approccio rivoluzionario nei
confronti di temi come la salute e la malattia e ha dato finalmente una
base scientifica e coerente alle diverse branche di studio dell’essere
umano.
Grazie alla natura elettromagnetica
della materia vivente non ha più senso scindere il corpo dalla mente e
dalle emozioni.
Non possiamo più considerare l’assenza
di una lesione d’organo come la negazione di uno stato di malattia, in
quanto diversi studi hanno ormai palesato le connessioni fra sistema
nervoso, sistema immunitario ed endocrino.
E,viceversa, non possiamo considerare
neppure la malattia come la sola lesione d’organo documentabile.
Senza scomodare le impalcature
psicanalitiche e senza più relegare l’assenza di lesione all’etichetta
di disturbo funzionale potremmo addirittura definire in termini
quantistici le emozioni, come eccitazioni elettromagnetiche
dell’organismo soggettivamente percepite.
Probabilmente fra una decina d’anni
questo azzardo sarà ridicolo vista la velocità vorticosa a cui sta
procedendo la sistematizzazione delle nuove acquisizioni.
Il superamento della visione
dualistica che la cultura scientifica dell’ottocento ha imposto e di cui
è ancora intrisa la nostra mentalità, sarà, a mio parere, la conquista
più grande della scienza, e quindi anche della medicina del XXI secolo.
Da un nuovo approccio olistico alla
persona, deriverà un atteggiamento profondamente diverso anche nei
confronti della malattia e in ultima analisi del mantenimento dello
stato di salute.
In questa prospettiva la malattia
inizia come disordine etico (disturbo della cooperazione), continua come
disarmonia affettiva, si incarna nella struttura biologica come
alterazione funzionale e si concretizza poi, come lesione organica con
distruzione e danni, si dice, irreversibili.
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