Chiara Conforto

medico chirurgo

esperta in omeopatia

 

Le domande più frequenti:

 

 

Cosa cura l'omeopatia?

 

Non la malattia grave o banale qualunque essa  sia, ma la persona bambino adulto anziano, donna o uomo senza distinzione alcuna.

 

 

Ma l'omeopatia funziona?

 

Il criterio di valutazione dell'efficacia della medicina omeopatica rispetto alla medicina tradizionale non può essere il medesimo. Alla scuola elementare insegnano che non si possono misurare mele e vino con la stessa unità di misura. Le mele si misurano in chili, il vino in litri.

Il mondo scientifico non ha ancora fatto propria questa conoscenza elementare e si ostina a voler applicare anche all'omeopatia che stessi criteri di misura che usa per la medicina ufficiale.

Senza entrare nei dettagli tecnici vale la pena dare una rapida spiegazione dell'eterna polemica che affligge l'omeopatia.

Lo studio sulla valutazione dell'efficacia di un farmaco prevede diverse tappe ma ha come punto fermo quello di somministrare, a pazienti affetti da una determinata patologia, la stessa molecola, molecole simili o un placebo( identico nella forma e nella confezione ma costituito da sostanze inerti).

Lo scopo dello studio tradizionale è quello di arrivare ad un risultato statisticamente significativo che affermi o neghi la validità del principio farmaceutico in questione, in relazione alla patologia selezionata.

Questo avviene seguendo dei protocolli di reclutamento molto severi  di pazienti e  medici  in modo da rendere il più obiettivo possibile il risultato e limitare al massimo il cosiddetto fattore umano, cioè il rapporto fra medico e paziente, nonché la possibilità del medico e del paziente di sapere se la terapia è fatta con il farmaco da testare o con il placebo. (somministrazioni in doppio cieco).

Se questo approccio è valso per una medicina che considera l' uomo come una macchina (un'insieme di  parti) non può valere per un approccio terapeutico che si definisce olistico (olos in greco significa tutto), ovvero che considera l'uomo come un unicum senza soluzioni di continuo fra corpo mente e spirito.

Lo stesso  rimedio omeopatico non si somministra a tutti i signori Rossi e Bianchi che soffrono di emicrania con aura. Si può somministrare al signor Rossi perchè ha l'emicrania con aura e al signor Bianchi perchè ha la gastrite. Non solo, può accadere che se il signor Bianchi e il signor Rossi hanno l'emicrania con aura debbano ricorrere a due rimedi differenti. E allora come ci si può attenere ai protocolli di riferimento, agli unici strumenti che possano attestare o meno l'efficacia di un certo rimedio per la cura di un certo sintomo? Non si può.

Vedi sotto... 

 

 

I mali più gravi non si possono curare...

 

L'idea che l'omeopatia sia una forma terapeutica “blanda” che cura solo le malattie meno gravi è una favola metropolitana, non solo perchè in letteratura sono riportati casi di cura e guarigione di malattie molto gravi ma perchè oggi si possono documentare guarigioni con strumenti diagnostici affidabili.

Ci sono ormai tanti casi isolati fra loro di pazienti che non rientrano dentro i protocolli, che hanno avuto benefici e guarigioni che non sono considerati successi terapeutici perchè la loro terapia non si può ripetere per altri pazienti nelle stesse condizioni. La tendenze è quella di ignorare questi risultati bollandoli come miracoli o inspiegabili.

 

 

Va bene sui bambini perchè tanto certe malattie passano da sole...

 

L'evidenza non è una opinione.

Purtroppo i bambini di oggi si ammalano di frequente pur essendo ipervaccinati, ipernutriti e iperviziati. Molte malattie non passano da sole. Si cronicizzano e diventano malattie da soppressione. Vi è mai capitato di vedere un bambino con la dermatite atopica che dopo un po' di cremine non ha più nulla e diventa, appena più grandicello, un bambino asmatico. Sarà un caso?

 

 

Secondo me guariscono solo quelli che ci credono...

 

Abbiamo nei confronti della salute un atteggiamento magico e vogliamo negare l'evidenza. Pensiamo che il medico sia in realtà uno stregone che somministra erbe miracolose e faccia riti propiziatori richiedendo l'aiuto di chissà quale forza soprannaturale.

Peccato che da anni si ottengano risultati strepitosi su lattanti e animali ! Come spieghiamo l'effetto placebo o magico su un gatto o un cavallo, nonché su un neonato disturbato dalle coliche gassose?

Possibile che milioni di persone sparse per il mondo continuino ogni giorno ad essere soggette all'effetto placebo?

 

                                                                                                           

Non si sa ancora come funziona quindi per me è tutta una bufala...

 

Le conoscenze della fisica quantistica hanno fornito gli strumenti per poter avere una nuova visione dell’essere vivente.

L’impianto scientifico che concepiva l’essere vivente come un insieme di molecole dentro un sistema chiuso governato da forze elettriche di corto e medio raggio, ovvero di reazioni biochimiche determinate da queste forze è stato turbato dalle acquisizioni della fisica quantistica che ha fornito la possibilità di nuovi strumenti diagnostici e dato una spiegazione plausibile del funzionamento dell’organismo vivente.

La natura non solo molecolare ma energetica degli atomi ha permesso di considerare l’uomo non più come un insieme di cellule, organi e tessuti in fase statica, bensì come un insieme di forze più o meno organizzate e con possibili e differenti stati di equilibrio, in continuo mutamento.

L’idea di considerare come protagonista non più l’evento biochimico ma l’interazione elettromagnetica ha permesso di avere un approccio rivoluzionario nei confronti di temi come la salute e la malattia e ha dato finalmente una base scientifica e coerente alle diverse branche di studio dell’essere umano.

Grazie alla natura elettromagnetica della  materia vivente non ha più senso scindere il corpo dalla mente e dalle emozioni.

Non possiamo più considerare l’assenza di una lesione d’organo come la negazione di uno stato di malattia, in quanto diversi studi hanno ormai palesato le connessioni fra sistema nervoso, sistema immunitario ed endocrino.

E,viceversa, non possiamo considerare neppure la malattia come la sola lesione d’organo documentabile.

Senza scomodare le impalcature psicanalitiche e senza più relegare l’assenza di lesione all’etichetta di disturbo funzionale potremmo addirittura definire in termini quantistici le emozioni, come eccitazioni elettromagnetiche dell’organismo soggettivamente percepite.

Probabilmente fra una decina d’anni questo azzardo sarà ridicolo vista la velocità vorticosa a cui sta procedendo la sistematizzazione delle nuove acquisizioni.

Il superamento della visione dualistica che la cultura scientifica dell’ottocento ha imposto e di cui è ancora intrisa la nostra mentalità, sarà, a mio parere, la conquista più grande della scienza, e quindi anche della medicina del XXI secolo.

Da un nuovo approccio olistico alla persona, deriverà un atteggiamento profondamente diverso anche nei confronti della malattia e in ultima analisi del mantenimento dello stato di salute.

In questa prospettiva la malattia inizia come disordine etico (disturbo della cooperazione), continua come disarmonia affettiva, si incarna nella struttura biologica come alterazione funzionale e si concretizza poi, come lesione organica con distruzione e danni, si dice, irreversibili.